spoiling days cinema
«Chiediamo solo questo: le gomme vanno appiccicate sotto le poltrone o inghiottite in fretta, i sacchetti di popcorn lasciati all'ingresso. Il film non ha un finale a meno che non siate voi a scriverlo... Spegnete le luci». (weldon kees)

domenica, 16 aprile 2006

 

Non siamo più abituati al silenzio.
Sempre a sentire musica – generazione iPod – e con il cellulare acceso anche di notte, figuriamoci resistere a quasi tre ore di quello che si presenta come “il grande silenzio”.
Perduti in frenetici ipermercati e ottenebrati da trasmissioni televisive perennemente in onda (abbasso il monoscopio!) ci si dimentica che eppure, sì, c’è gente che sceglie di vivere così.
Nel completo silenzio rotto solo da rumori naturali, una forbice che taglia un tessuto, scarpe che strusciano sul pavimento. La bocca è sigillata, si parla il meno possibile, semmai si sorride, si prega, si canta.
Il Signore mi ha sedotto, e io mi sono lasciato sedurre…  ho lasciato tutto ciò che possiedo…  eccetera eccetera; cose così ripete lo schermo. Meditazione, contemplazione, lavoro.
In solitudine.
 
E mentre scorrono immagini di monaci che conducono la loro vita monotona ma felice, in sala arrivano le voci sguaiate di litigiosi adolescenti all’ultima moda.
Deve essere la sala giochi adiacente al cinema.
 
Dall’altra parte del mondo intanto l’acqua continua a scorrere, tranquilla.
Adesso c’è la neve e i monaci giocano a scivolarci sopra, ridono.
In cielo sta passando un aereo, e non fa alcun rumore.
Dei gatti aspettano che gli si dia da mangiare.
Io quasi mi addormento, stanco.
È il troppo silenzio.
Non la pace.
 
 
http://www.diegrossestille.de/english/

visto da sand | aprile 16, 2006 10:32 | commenti (7)







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