spoiling days cinema
«Chiediamo solo questo: le gomme vanno appiccicate sotto le poltrone o inghiottite in fretta, i sacchetti di popcorn lasciati all'ingresso. Il film non ha un finale a meno che non siate voi a scriverlo... Spegnete le luci». (weldon kees)

domenica, 11 aprile 2004

andata+ritorno

“L’amore non esiste”, dice lui, amareggiato.

“E’ per questo che lo facciamo”, risponde lei, con tutta l’innocente sicurezza di questo mondo.

Ecco, la banalità della dolcezza… una cosa che può dar fastidio, a pensarci, diventa però una verità, felice, leggera.

Questo film è una favola nera: è Natale, siamo a Torino ma anche a Barcellona, ci sono due ragazzi che s’innamorano nonostante tutto il nero che c’è intorno appunto. Marco Ponti, già regista del leggero ma pe(n)sante “Santa Maradona”, ci presenta questo secondo film: il tema è (quasi) lo stesso, la sensibilità uguale.

Due ragazzi che si innamorano, si diceva: Dante, interpretato da Libero “faccia da schiaffi” De Rienzo, è un pony express che decide di andare via da Torino, verso l’altra parte del mondo, infatti è braccato da certi sgangherati tipi che devono aver imparato a fare i criminali guardando i film di Tarantino, Dante gli deve dei soldi , è per questo che scappa via da casa; poi c’è Nina (vero nome: Nefertiti), interpretata dalla fresca Vanessa Incontrada, è una hostess con la testa fra le nuvole, dimentica tutto, dovrebbe tornare a casa, a Barcellona, ma, causa sciopero, rimane a terra, senza nemmeno un posto dove stare.

È la nostra Italia, questa, dove uno sciopero che blocca tutto si trova sempre, un’Italia abitata da tanti tipi strani, stranieri anche, un’Italia multietnica, quella raccontata da Marco Ponti; infatti i personaggi sono tanti, qui, e non solo semplicemente abbozzati, certo alcuni sono ridotti a macchiette dai loro tic, ma ognuno risulta simpatico alla fine: c’è  il taxista che ha una crisi quando parla di Berlusconi (scena cult), gli amici traffichini di Dante, il portiere asmatico che si crede abile ipnotizzatore, il redivivo Kabir Bedi, facchino d’albergo affascinante e filosofo (qualcuno ha detto Monsieur Ibrahim?). E poi ci sono i cattivi, criminali che più sgangherati non si può, però, come si è scritto più su, malconci e vestiti tutti di nero, stanno ancora studiando per essere cani da rapina provetti.

Ma torniamo alla trama: Dante, per un incidente di percorso, è costretto a tornare a casa, a Torino, anche se in galera a Barcellona fa in tempo a conoscere un certo Babbo Natale dentro per violazione di domicilio e pedofilia, ma a casa sua c’è Nina ormai, l’ha anche ridipinta tutta di blu. Nina adesso conosce molto bene Dante, ne ha letto i diari, le lettere e i libri: s’è innamorata.

Dante torna a casa, a dormire, morire… sognare, forse? I due si ritrovano insieme a letto, si baciano, fanno l’amore, come in un sogno al rallentatore. E i cattivi?

I cattivi inseguono ancora Dante: i modi per restituire i soldi sono tanti, pensa il facchino filosofo, ma l’unica è rubarli, sì, con l’aiuto degli amici e del padre di Dante (Remo Girone!), già in galera per fatti suoi. Inutile dire che anche questa rapina si rivelerà più che sgangherata, ma tant’è.

E l’amore che fine fa? L’amore ritorna, anche se è difficile… o è forse il contrario?

In conclusione, questo è un film carino, divertente, leggero, in questa dura settimana di passione, leggero ma pe(n)sante però. Forse un film a cui va bene anche, semplicemente, lo schermo televisivo… ma Vanessa Incontrada vestita da hostess anni ’60 vale il prezzo del biglietto comunque, anche se in questo film non sorride così tanto come fa in televisione.

Non perdetevi i titoli di coda!  

 

http://www.ar-andataritorno.it/

visto da sand | aprile 11, 2004 10:30 | commenti (19)







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