spoiling days cinema
«Chiediamo solo questo: le gomme vanno appiccicate sotto le poltrone o inghiottite in fretta, i sacchetti di popcorn lasciati all'ingresso. Il film non ha un finale a meno che non siate voi a scriverlo... Spegnete le luci». (weldon kees)

domenica, 04 aprile 2004


Non ne hanno parlato molto bene di questo film. Hanno scritto che è noioso, che è un documentario, hanno scritto che questo non è un film. Ma qui i personaggi ci sono, e anche gli intrecci, qui una storia c’è: questo è un film e ci racconta dei sogni e della passione di alcune persone che nella loro vita hanno deciso di sfidare la legge di gravità, per essere eterei. Questo è un film che ci racconta della vita di alcuni ballerini e lo fa nella maniera corale di tanti altri film di Robert Altman: l’occhio vede e parla del mondo della danza, questa volta, il mondo del balletto classico. Questo si può dire un film sul Corpo, e a ragione, queste immagini sono poesia di corpi: corpi in movimento, corpi che si tendono e piroettano, corpi che saltano fino a volare quasi. Corpi che vincono la forza di gravità, appunto: corpi che danzano anche sotto la pioggia, contro il vento, gli ombrelli si aprono, eppure loro sono ancora lì, in due, insieme, abbracciati. I corpi filmati da Robert Altman sono corpi di veri ballerini, i ballerini professionisti del Joffrey Ballet di Chicago, corpi giovani e belli, inevitabilmente, e tesi, allo stesso tempo; Altman ce li mostra nella preparazione di una serie di spettacoli: le difficoltà, le ripetizioni, le prove, le gioie. Ma non di soli spettacoli è fatta la vita di un ballerino: ci sono anche i problemi che ognuno di loro deve affrontare, problemi sentimentali e non, proprio come ogni essere umano. Appunto, Altman intreccia ai balletti le storie personali di alcuni di loro: tra i tanti c’è il ballerino che non ha casa, quello che viene sostituito a pochi giorni dalla prima, e poi c’è Ry (interpretata da Neve Campbell, in passato una vera ballerina classica) che scopre che il ragazzo la tradisce e allo stesso tempo diventa prima ballerina nel balletto “Blue Snake”, quasi per caso, prende il posto di un’altra ballerina infortunata infatti. Questa è la vita di un ballerino: l’attimo prima sospeso in aria, leggero, etereo, l’attimo dopo caduto in terra, spezzato, triste. Questo film ci racconta di queste vite, vite piene di sacrificio, e forza, vite che tendono al Sogno, ma per quanto tempo possono arrivarci? Uno, due secondi in aria, magari, poi tutto finisce, svilito il sogno, finita la gioia, si ritorna con i piedi per terra… ma quanto bello è stato volare per quei due secondi infiniti!

Il balletto di Altman è quindi il racconto di questa lotta, la lotta tra l’aspirazione al Sogno e la sofferenza data dal sacrificio, questo film è il racconto di questa linea sottile, e la sua voce è fragile e piena di passione: la voce luminosa di questo film è Chet Baker che canta “My Funny Valentine”, sì.

 


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visto da sand | aprile 04, 2004 12:47 | commenti (5)







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