spoiling days cinema
«Chiediamo solo questo: le gomme vanno appiccicate sotto le poltrone o inghiottite in fretta, i sacchetti di popcorn lasciati all'ingresso. Il film non ha un finale a meno che non siate voi a scriverlo... Spegnete le luci». (weldon kees)

lunedì, 06 giugno 2005

sin city

Sin City è la città del peccato, in bianco e nero, affinché il rosso del sangue versato risalti di più. Un bianco e nero livido (ma di cerotti ne abbiamo a sufficienza) e sporcato di blu elettrico, affinché risalti la bellezza dell’unica donna per cui uno schizzato psicopatico può perdere la testa, o affinché il marciume giallo e fetido di uno stupratore di bambine risulti ancora più fetido e giallo.
Gente poco raccomandabile vaga per le strade della città del vizio e del peccato, città dove però puoi trovarci di tutto: anche uno come Hartigan, probabilmente l’unico poliziotto onesto rimasto a Sin City, che è a un’ora dalla pensione ma decide lo stesso di inguaiarsi per il resto della sua vita; e Marv (un irriconoscibile quanto straordinario Mickey Rourke) che non si capisce bene cos’è, non è un delinquente ma gli piace fare casino e picchiare i poliziotti, ha la faccia sfregiata e non è mai stato amato e l’unica donna che gli abbia mai fatto provare qualcosa gliel’ammazzano subito; e poi c’è Dwight che nemmeno lui scherza quanto a psicopatia, deve essere l’aria di questa trista città, eppure è generoso, onesto, leale e sa amare. Niente è solo bianco o nero a Sin City, come potete ben vedere.
Le storie raccontate in questo film hanno per protagonisti proprio loro: Hartigan che salva una bambina (nota: s’è sviluppata proprio bene, la bambina) dal figlio pedofilo (il Bastardo Giallo e fetido di cui sopra) del potente senatore di turno e per questo la pagherà cara, Marv che vuole venire a capo dell’assassinio della prostituta d’alto bordo Goldie e si troverà a fare i conti con un serial killer cattolico di nome Kevin, Dwight che deve difendere Shellie e le “ragazze” (tra cui spicca una strepitosa Rosario Dawson) da quell’infame di Jackie Boy (ovvero Benicio Del Toro: anche lui irriconoscibile e grande).
Un film fatto di pezzi che non tornano al proprio posto, ma rimangono frammenti, perché quando fracassi un vetro come fai a rimettere tutto in ordine. I pezzi rimangono a terra, il puzzle non lo completi, i vetri restano a far rumore sotto le scarpe e sei fortunato se non ti tagli. Storie che s’incrociano, tornano indietro ma in definitiva non s’incontrano (flashback da letteratura pulp…) in questo noir cinematografico tratto dal capolavoro fumettistico del gran maestro Frank Miller (Il ritorno del cavaliere oscuro vi dice qualcosa?), e già sappiamo quello che state pensando: sì, spesso i film tratti da fumetti/libri sono solo un pallida e insulsa trasposizione dell’opera originale (un nome su tutti: From Hell di Alan Moore), ma qui no, tranquilli, niente di tutto questo accade. Anche se la mancata lettura del fumetto originale (mea culpa) non ci permette di fare raffronti e confronti del caso, qui si gode come pazzi davanti allo schermo; a far da garante è lo stesso Miller, co-regista insieme a quel cowboy pazzo che risponde al nome di Robert Rodriguez, e allora è il film che torna fumetto: la perpetua voce off fa le veci di didascalie e balloon, e gli attori diventano bianche sagome su sfondo nero, uno sfondo che si fa sempre più nero, la musica sale e il rosso del sangue si fa ancora più rosso. Ah e poi, come se non bastasse, nella scena del morto che parla alla regia c’è Quentin “prezzemolo” Tarantino. Mica potevamo farcelo mancare, no?! Serve altro?
Femme fatale, spogliarelliste, puttane vendicative, poliziotti corrotti, mercenari senza scrupoli, un prete cannibale? In Sin City c’è tutto questo e anche di più. Come dite? Troppo inverosimile, troppo violento? Caspiterina, questo è un film d’azione, un noir, una carneficina filmata, chiamatelo pure come vi pare, ma non è certo un documentario di Rai Educational! La violenza c’è, e pure tanta, ma è così esagerata e iperrealista (così realistica da andare oltre la realtà, e diventare quindi totalmente inverosimile) e divertente che è impossibile preoccuparsi o spaventarsi. Dobbiamo sempre spiegarvi tutto? Anche la presa in giro ai salutisti integralisti che non vogliono vedere una sigaretta neanche più nei film?
Entrate a Sin City su, che la nebbia vi avvolga e la pioggia acida vi bagni, che il vizio vi prenda: due ore (+ biglietto) è il prezzo da pagare. Vi diamo addirittura il permesso di sgranocchiare pop-corn, e bere coca-cola se proprio ci tenete… ma lasciate ogni speranza voi che entrate.
 
(Che poi le vostre città vi sembrano più sicure per caso?) 
 
 
http://www.sincitythemovie.com/

visto da sand | giugno 06, 2005 15:45 | commenti (48)







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